Mafia, maxi sequestro a Palermo
Sottratti beni per 300 mln di euro
Maxi sequestro a "Cosa nostra" da parte della Guardia di Finanza di Palermo. Oltre 300 milioni di euro fra beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie sono stati sequestrati a esponenti e fiancheggiatori delle famiglie mafiose. Tra le persone implicate, anche Salvatore Biondino, meglio conosciuto come l'ex autista di Totò Riina. Le indagini hanno riguardato una settantina di aziende e persone.
I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno eseguito diversi provvedimenti emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale del capoluogo siciliano. I proprietari dei patrimoni sequestrati operavano nella provincia palermitana. In particolare, nell'ambito dell'operazione "Scanner" sono stati colpiti i patrimoni di mafiosi attivi a Carini e Villagrazia di Carini. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e dal sostituto Dario Scaletta, ed eseguite dal Gico, hanno colpito personaggi risultati organici o contigui alla famiglia mafiosa di Carini, coinvolti nell'operazione "Occidente", arrestato il 21 gennaio 2007.
Fra le persone toccate dell'indagine, spiccano i fratelli Pipitone e alcuni loro affiliati, tutti accusati di aver operato con l'ex superlatitante di mafia Salvatore Lo Piccolo. L'opera di individuazione dei beni sequestrati ha richiesto un'articolata attività di analisi contabile e bancaria, necessaria anche per sciogliere il fitto intreccio di "prestanome" ai quali erano stati intestati i beni. Fra le molte attività sequestrate dalle Fiamme Gialle vi sono anche negozi di frutta e verdura, imprese di trasporto merci su strada, edili, di installazione impianti idraulico-sanitari, e altre ancora.
Tratto da
TGCOM